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Io e...Indro Montanelli

Fondazione Corriere della Sera
Associazione Culturale Artisti Riuniti
Spoleto55 Festival dei 2Mondi
presentano

IO e... Indro Montanelli
Soliloquio di un italiano

da testi di Indro Montanelli
elaborazione drammaturgica di Ernesto Galli della Loggia
con Sandro Lombardi
e con Ernesto Galli Della Loggia

musiche Antonio Di Pofi
regia Piero Maccarinelli

Un grande giornalista ma insieme un Italiano "medio", un Italiano corazzato nel suo inscalfibile senso comune. E, proprio perché tale, l′osservatore dallo sguardo acuto, dal giudizio anticonformista e tagliente, che tutti abbiamo conosciuto. Questo fu il Montanelli che per sessant′anni colloquiò con il mondo, conquistando milioni di lettori. Io e... vuole essere una piccola antologia di tali colloqui in cui a parlare sarà per l′appunto lo stesso giornalista attraverso i suoi scritti. Assai più complessa di quel che abitualmente si crede, coglieremo la personalità di Montanelli dal suo rapporto sempre polemico ma insieme indulgente con l′Italia e con gli Italiani a quello oscuro e coraggioso con la morte. Tra questi due estremi si dipana il filo del suo lungo dialogo con alcuni dei personaggi emblematici della nostra storia recente: Mussolini e Togliatti, Berlusconi e Moro. 
Ernesto Galli della Loggia

 

 

Indro Montanelli, un giornalista nel senso più alto del termine. Un testimone acuto e profondo della storia del nostro paese, divulgazione per gli italiani da uno a cento anni, ma anche ironia, intelligenza, profondità di sguardo. Un grande “conservatore”, certo dalla parte della laicità, testimone scomodo e irreverente, per più di settant’anni, di vizi e difetti di politici e uomini di potere, senza alcun pregiudizio ideologico, con una sola discriminante: “l’anticomunismo”.
Sotto la sua lente, con brani abilmente scelti da Ernesto Galli Della Loggia, passano vizi e virtù di alcuni italiani eccellenti - Mussolini, Togliatti, Moro, Berlusconi - riferiti da Sandro Lombardi senza nessun tentativo d’identificazione nel “personaggio” Montanelli - che peraltro non concedeva molto del suo privato al pubblico -  con discrezione e precisione, con le sue parole scritte in gran parte per il Corriere della Sera, ma anche per Il Giornale, La Voce e alcuni dei suoi libri. Il nostro vuol essere un omaggio alla figura di un uomo, di un “genio compreso che spiegava agli altri ciò che egli stesso non capiva”.
Piero Maccarinelli