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Due partite

di Cristina Comenicini
scene e costumi Paola Comencini
luci Sergio Rossi
regia Cristina Comencini
con
Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Valeria Milillo
TEATRO VALLE, ROMA dal 7 al 13 aprile e dal 18 al 23 aprile 2006
PREMIO FLAIANO 2006/ SEZIONE TEATRO A ISABELLA FERRARI

Anni sessanta, quattro donne giocano a carte in una casa. Ogni giovedì, da molti anni, si riuniscono per fare una partita, chiacchierare, passare il pomeriggio. Portano con sé le loro bambine che giocano nella stanza accanto. Nessuna di loro lavora, fanno le madri, le mogli, si conoscono da molto tempo. Una di loro è incinta del primo bambino. Durante il primo atto della
commedia vediamo intrecciarsi le loro storie tra comicità e emozioni, il tutto scandito dai primi dolori della partoriente: il tema più forte, quello della maternità, dei vari modi d’intenderla. E la fi ne del primo si chiude con una nascita: il palcoscenico deserto, le carte abbandonate sul tavolo verde, le voci trafelate delle donne fuori scena.
Secondo atto. Oggi, quattro donne s’incontrano in un’altra casa, sono vestite di scuro. Si sono riunite dopo il funerale di una delle loro madri che si è suicidata. Capiamo che sono quelle bambine che nel primo atto giocavano nella stanza accanto. A poco a poco le colleghiamo una dopo l’altra alle madri. Qualche volta per rassomiglianza, qualche volta per assoluto contrasto. Due epoche, due modi di essere donne. Sono più felici queste donne, più realizzate? A tratti pare essersi spezzata una catena. Meglio o peggio, chi lo sa? Inevitabile. Ma l’identità stessa femminile sembra a tutte loro qualcosa di indefi nibile e perciò perennemente a rischio, oggi come ieri. Una specie di energia, di follia che non vuole farsi disarmare, che risorge sempre dalla morte per dare la vita.