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Vincere si deve la sorte


Artisti riuniti
in coproduzione con
Fondazione Orestiadi di Gibellina

Vincere si deve la sorte
dal V Libro dell’Eneide di Virgilio

24 e 25 Luglio 2010

CRETTO DI BURRI
GIBELLINA VECCHIA (TRAPANI)


INSTALLAZIONE E SPETTACOLO PER IL RITORNO DELLA LUCE SUL GRANDE CRETTO DI ALBERTO BURRI

 Progetto e regia
Piero Maccarinelli

Installazione luminosa
Giancarlo Neri

con (in o.a.)
Manuela Mandracchia
Umberto Orsini
Massimo Popolizio
Valentina Sperlì

Quattro grandi attori in “Vincere si deve la sorte” - tratto dal libro V dell’Eneide di Virgilio. Un itinerario drammaturgico lungo il Cretto per far rivivere l’opera di Alberto Burri,  illuminato dall’installazione di Giancarlo Neri,  per la regia di Piero Maccarinelli.

Lo spettacolo aggiunge suggestioni visive alle parole dell’Eneide di Virgilio - nella traduzione di Mario Ramous-  e alle composizioni musicali di Giorgio Battistelli (“Planctus”) e della Piccola Banda Ikona, diretta da Stefano Saletti (melodie medio-orientali e siciliane e con un omaggio a Rosa Balestrieri).

Qualche anno fa il terremoto del Belice(1968), terribile catastrofe naturale, permise, accanto alla necessaria ricostruzione dell’abitato, la creazione di una straordinaria opera d’arte all’aperto, commissionata da Ludovico Corrao (allora sindaco di Gibellina e oggi presidente della Fondazione Orestiadi) ad Alberto Burri.
Sul tracciato del vecchio paese, raso al suolo, fu così che venne installato il Grande Cretto di Burri. 

L’Eneide parla dell’antica Drepanum, oggi Trapani, come luogo di partenza verso le coste tunisine di Cartagine e come approdo al ritorno dall’Africa, dove viene seppellito Anchise (padre di Enea), in onore del quale si celebrano i giochi e dove le donne di Troia daranno fuoco alle navi.

E da Drepanum, dopo aver toccato Siracusa e Capo Palinuro, Enea approda a Cuma, per incontrare la Sibilla, che lo conduce nei Campi Elisi, dal defunto Anchise. Il padre annuncia a Enea che sarà il fondatore, attraverso i suoi eredi, della città di  Roma e gli predice la grandezza e la maestosità dell’Impero sotto Augusto.

Giova a questo punto ricordare che, non a caso, Sicilia e Tunisia sono le due sedi in cui agisce la Fondazione Orestiadi.

L’installazione ambientale di luci  dell’artista Giancarlo Neri sul Cretto di Alberto Burri.

Il cretto di Burri è un‘opera gigantesca in tutti i sensi, sia per le dimensioni ( circa 300 metri per 280) sia per la catastrofe che l’ha generata,  sia per il coraggio della denuncia contro lo stato che portò alla sua realizzazione. L’idea che mi è stata proposta, in occasione dello spettacolo “Vincere si deve la sorte” è quella di riportare la luce e la vita sul Cretto. 

E’ una installazione sobria e monocroma (grigio-argento) fatta con più di 1000 sedie, donate dai cittadini di Gibellina e dei paesi vicini, ognuna con una lampadina, disseminate sulle 98 “isole” del cretto. Una presenza leggera e surreale. Naturalmente, oltre alle 1000 sedie c’è lo spettacolo, gli attori, la musica, la parole senza tempo di Virgilio…
Giancarlo Neri

L’evento

Dopo un inizio con un’apertura musicale intitolata “Planctus”, appositamente scritta dal  compositore Giorgio Battistelli,per ottoni, percussioni e coro, eseguita dall’Ars Ludi Ensemble diretto da Antonio Caggiano,  si accende l’installazione luminosa dell’artista visivo Giancarlo Neri. Il pubblico viene invitato ad un percorso per le vie del vecchio paese -  le linee che il maestro Burri ha tracciato nel suo Grande Cretto – qui, quattro diverse isole/postazioni di parole e suoni con i versi dell’Eneide. 
A conclusione del percorso, i gradini del teatro del Cretto ospitano un finale con  tutti gli artisti che hanno partecipato al progetto.
La luce tornata sul Grande Cretto  è  il segno che Vincere si deve la sorte.

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