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L'eterna meraviglia

Cinque storie tratte da “Legami familiari”
di Clarice Lispector (Feltrinelli Editore)
libero adattamento e regia Emanuela Giordano
con Lucrezia Lante della Rovere
Massimo De Lorenzi chitarra
Giovanna Famulari violoncello e voce
Rodolfo Lamorgese percussioni

 

Clarice Lispector, ucraina di nascita, brasiliana d’adozione, è considerata uno dei massimi autori brasiliani del Novecento.
“Nel colloquio privilegiato con l’altra faccia del reale…i personaggi quotidiani di questa straordinaria scrittrice sono esseri angelici che hanno compiuto un miracolo del quale raccontano il banale e sovversivo segreto…dare senso all’insensato che ci circonda..“ Antonio Tabucchi Dove si nasconde l’Eterna meraviglia? Nel destino ignaro di una gallina, nel sorriso della donna
più piccola del mondo, nella preziosità dell’adolescenza, negli occhi pietosi e furenti di un’amante abbandonata, nella forza sovvertitrice della follia. Sono cinque sguardi che si moltiplicano in mille punti di vista, letti con un’ironia e un sentimento
che accorciano le distanze tra il dramma e la commedia. Spontaneo ricompare l’istinto di sorridere ma con le lacrime agli occhi. Clarice Lispector si fa gioco del buon senso e della logica. Inventa un’altra trama. Ho inevitabilmente messo in relazione i racconti di Clarice Lispector e un modo di percepire l’esistenza in cui “affondo” di più ogni giorno che passa. Ho usato la parola “ affondo” perché ha in se l’idea di lasciarsi andare e di fondere, di fondersi. Nessuno pretende di scavare negli abissi per riportare alla luce il tesoro della verità. Sarebbe troppo, davvero. La mia è più semplicemente la scoperta di una rinnovata disposizione all’ascolto, per registrare non la realtà dei fatti, ma l’incanto misterioso degli antefatti, dell’epifania dei sentimenti, una materia che come ricorda Clarice Lispector “ è ancora calda della nascita”. Da qui il desiderio di trarre dai racconti di questa straordinaria scrittrice brasiliana una partitura teatrale inedita per Lucrezia Lante della Rovere, un’attrice che possiede nel suo DNA un beffardo smarrimento e una sincera necessità di rinnovarsi, di crescere nello studio per arrivare ad emozionare, emozionandosi.