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Guerra civile

di Pasquale Chessa
regia Gianfranco Pannone
con
Roberto Citran
Barbara Folchitto
Francesco Siciliano
Pasquale Chessa

 

La storia della Resistenza e della RSI, hanno sempre proceduto separate, non si sono mai incrociate in una storia completa in grado di raccontare gli eventi prima delle interpretazioni ideologiche, politiche e persino etiche. È proprio con l’idea di riunifi care quella storia che è nata l’idea della «Guerra civile. 1943-1945-1948». Dice il sottotitolo: «Una storia fotografi ca». In
realtà la parola più giusta sarebbe stata “racconto”.  C’è nella fotografi a, infatti, una visione della realtà capace di sintetizzare le verità della storia al di là della parola scritta. Una scommessa che sfi da la persistenza del passato. Nonostante la storia prediliga la parola, intrinsecamente infi da come prova, falsifi cabile rispetto alla verità puntuale dei fatti, la fotografi a riesce a conservare emozioni perdute, trasporta nel tempo gesti e volti, consente allo storico di ricostruire il passato «entrandogli dentro» come ha scritto George Mosse, «in modo da vedere il mondo attraverso i suoi attori e le sue istituzioni». Si tratta di un processo di «intensificazione della realtà», come dice Susan Sontag, nel quale si enfatizza la funzione narrativa dell’immagine storica. Parola e immagine si compenetrano perciò in un’unica narrazione per trovare quel passaggio fra le tante memorie che ci sappia avvicinare alla storia completa di quel tempo. È proprio attraverso le corrispondenze sottili fra parole e immagini che si è cercato di mettere in scena il teatro della storia. Ogni foto è infatti una storia. E tutte insieme fanno Storia. Come conclude il saggio introduttivo: «Il confronto fra partigiani e fascisti perciò, il paragone fra modi, temi e riti contrapposti della guerra fratricida, la comparazione fra le vittime reciproche non produce un effetto indistinto di parità etica e morale. Lontano dall’idea di riabilitare i vinti, si propone di dare una prospettiva di completezza alla ricostruzione storica. Un compito che solo la storia dei vincitori è ora nella condizione di poter assolvere.».