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La stanza delle donne

di Gabriella Schina
lettura scenica Luciano Melchionna
con Lucrezia Lante della Rovere
e con
Tiziana Avarista
Valentina Lodovini
Alessandra Muccioli
Giulia Ricciardi
Federica Stefanelli

S. è una normalissima ragazza di Sarajevo, con un debole per i vestiti rossi e morbide scarpe di marca italiana. A ventinove anni inciampa per caso nella guerra: un soldato viene a prelevarla nel villaggio dove sostituisce una maestra elementare malata. La piéce è tratta dal romanzo pubblicato nell’Aprile 1999 dalla scrittrice croata Slavenka Drakulic, “Come se io non ci fossi”. Narra gli orrori dei campi di prigionia, durante la guerra di pulizia etnica in Bosnia, campi nei quali, nell’indifferenza del mondo, venivano istituite le cosiddette “stanze delle donne” luoghi di violenza dove venivano rinchiuse le ragazze più belle dei campi.

La protagonista S. ripercorre a ritroso, da profuga a Stoccolma, gli orrori vissuti da lei e dalle altre donne, corpi come campi di battaglia di ogni guerra. S. mostra il percorso interiore intrapreso dopo la scoperta dell’attesa di un fi glio dello stupro, e
denuncia l’indifferenza di fronte ad un dolore impossibile da raccontare, che paradossalmente si trasforma in vergogna non di chi lo ha operato, ma di chi, inerme lo ha subito. Le donne hanno perso tutto, anche i loro nomi, sono diventate S. Q. E. N….